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lunedì 10 aprile 2017

Torniamo sulle bulbose: la fresia


By dremiel - 03.30.2008, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3810987
Bulbosa a mio parere tra le più belle. Simboleggia la nostalgia, e viene utilizzata molto come reciso nei bouquet primaverili e in quelli da sposa, in cui la varietà a colore bianco si presta bene per suggerire l'innocenza.
E' un fiore un po' timido, ma ha una caratteristica irresistibile: il profumo dolce, forte, tanto che l'essenza viene utilizzata nell'industria cosmetica e profumiera.





By Tony Hisgett from Birmingham, UK - Freesias 1Uploaded by Magnus Manske,
CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21112518


Appartiene alla famiglia delle Iridacee ed è nativa del Sudafrica. Le foglie e gli steli fiorali hanno origine da cormi (non bulbi: i bulbi sono composti internamente da scaglie che sono in realtà future foglie, mentre i cormi sono fusti sotterranei). Le prime sono verde chiaro, a forma di lancia, color verde chiaro, erette, a ventaglio. I secondi sono sottili e portano in alto grappoli di boccioli che si aprono in sequenza, e tendono a curvarsi leggermente verso il basso. Se le si vuole mantenere erette bisogna sostenerle con un tutore, ma a me piacciono anche leggermente ricurve, con portamento naturale. Sul mio terrazzo, il portamento in questione le fa sporgere dal balcone. Raggiungono un'altezza di circa 40 cm.

Le mie fresie sbocciate da poco; in primo piano la rosa "Peace".


Il fiore è ad imbuto, a volte con gola in colore diverso da quello predominante, ed emana appunto un profumo tra i più buoni che si trovano in natura, dolce e non stordente come può esserlo quello di altre essenze. Ormai la si trova in molte tonalità di colore, anche in rosso, violaceo e rosa, ma i colori base (e pare anche quelli che hanno un profumo più forte) sono il bianco e il giallo. Ci sono anche cultivar con fiori doppi, che però a mio parere perdono un po' il loro fascino. Per me la fresia rimane un fiore bello nella sua semplicità.

By M Z Wojalski - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38674091


Esistono circa 14 specie, quelle oggi più diffuse sono quasi tutti ibridi derivati da vari incroci; la specie più simile all'odierna Freesia x hybrida è probabilmente la Freesia refracta.  Fu battezzata Freesia nell'Ottocento in onore del medico tedesco F.H.T. Freese, appassionato di flora sudafricana.
Sono piante che tendono ad autodisseminarsi, se si trovano bene si espandono, come dimostra questa fresia gialla nata in giardino a diversi metri dalle sorelle, sotto un albero di cipresso. Chissà tramite quali mezzi il seme è arrivato lì... Insomma, se ne piantate un gruppetto in piena terra e si trovano bene, ogni anni ce ne saranno di più. La si può moltiplicare anche staccando i cormi figli che nascono dal cormo madre e ripiantandoli poi separatamente, aspettando che crescano abbastanza da fiorire.

Fresia autodisseminatasi

Come molte bulbose, le fresie sono piante frugali, che richiedono poche ma necessarie cure.
Innanzitutto amano il sole ma non il caldo eccessivo; non gradiscono toppa umidità, vanno irrigate con attenzione e il terreno deve essere assolutamente ben drenante. Patiscono il gelo intenso, per cui possono essere considerate perenni nel Centro-Sud, mentre al Nord è bene proteggerle o meglio dissotterrare i cormi quando le foglie sono completamente secche e ripiantare poi a fine gelo. Per il resto, fanno tutto da sole.

By Flyax - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19226872


Esposizione: temono il gelo e l'umido, ma anche il caldo eccessivo. In linea di massima diciamo che al Nord e in zone montane vogliono sole pieno, mentre al Centro-Sud possono tollerare bene anche la mezz'ombra. Stesso discorso per la piantagione: in zone fredde meglio piantarle a primavera (fioriranno un poco più tardi, quasi in estate). Dove non gela (o gela poco) si possono piantare in autunno, in modo che fioriscano poi a primavera avendo avuto tutto il tempo di irrobustirsi. Tanto per fare un esempio, qui in Toscana, nonostante il freddo di questo inverno, avendole tenute riparte e quasi all'asciutto, sono nate e fiorite benissimo, e non lo davo affatto per scontato! In zone intermedie si può provare anche a piantare in autunno ma fornendo una protezione pacciamando il terreno co foglie, paglia o altro materiale che protegga dal freddo.

Terreno: deve essere drenante, per cui è meglio predisporre sul fondo del vaso uno strato di ghiaino, argilla espansa o cocci, e poi usare comune terriccio universale ma alleggerito con sabbia. Meglio non usare sottovasi. I cormi sono piccoli, si piantano in genere a circa 5 cm di profondità.

Annaffiature: sopportano molto meglio la siccità del bagnato. Intervenire moderatamente durante lo sviluppo, lasciando asciugare il terreno; molto poco in inverno, nulla in dormienza se lasciate i cormi a dimora senza estrarli.

Potatura: Nei climi miti si possono lasciare interrati e tenderanno ad espandersi tramite nuovi cormi o tramite autodisseminazione. Una volta sfiorite, è necessario togliere lo stelo fiorale ma continuare a far nutrire le foglie, perché immagazzinino le energie per l'anno successivo. Solo quando saranno seccate, si elimineranno anch'esse. In luoghi freddi meglio togliere a questo punto i cormi dal terreno e conservarli in una retina o un sacchetto di carta (MAI plastica) in luogo fresco e asciutto, fino alla nuova piantagione.

Avversità: il nemico numero uno rimane il marciume, quindi fate molta attenzione con le innaffiature. Possono essere colpiti da funghi (di solito lo si vede perché si macchiano le foglie). Sono appetite anche dalle lumache e dai roditori.

Utilizzo: dovunque, basta non sia un posto ombroso: nei prati, in bordure, in vasi e fioriere, abbinati ad altri bulbi e piante primaverili, in particolare narcisi, giacinti, tulipani. Ideali come fiore reciso, è consigliabile in tal caso tagliare lo stelo quando sta per schiudersi il primo fiore, gli altri seguiranno a ruota.

Costo: costano  poco, si trovano anche ai super più forniti a pochi euro, pur non essendo una delle bulbose più classiche. Un gruppo di cinque cormi l'ho pagato poco più di due euro.

Fitotossicità: non mi risulta essere una specie velenosa o pericolosa per gli animali e per l'uomo, a meno di allergie individuali.

Link correlati:

- Una piccola guida per principianti alla coltivazione delle fresie e al loro uso come reciso: su Wikihow. Una trattazione un pochino più complessa e in lingua inglese la trovate sul sito della RHS. La scheda più completa resta come sempre quella di Floriana Bulbose.

- Per approfondire lo studio delle bulbose dal punto di vista botanico trovate una descrizione chiarissima delle differenze tra bulbi, cormi e tuberi su Un quadrato di giardino.

- Visto che la fresia è un ingrediente fondamentale della profumeria, potrebbe interessarvi approfondire, se siete estimatori dell'arte profumiera, la storia del profumo, dal sito dell'Accademia del Profumo. Veramente un bel sito.








6 commenti:

  1. Mi dimentico sempre di piantarle!

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  2. Comunque la stagione non è ancora iniziata e io tribolo con le annaffiature!

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  3. Io ho installato un impianto automatico e l'ho già messo in funzione. L'ho pagato 70 euro. Va ad energia solare con batterie ricaricabili e ha serbatoio che riempio ogni tanto con una gomma (non serve rubinetto). Annaffia fino a 20 vasi. Mai acquisto fu migliore, in estate su un terrazzo assolato è un delirio, ora ci pensa lui, lo programmo e quando arriva il caldo vero lo faccio andare una volta al giorno. Mi rimangono solo da annaffiare le acidofile che hanno necessità diverse; nonché fare poca manutenzione all'aiutante elettronico.

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  4. Bellissime le tue fresie, le ho piantate anni fa e alcune erano riuscite anche a passare l'inverno! Si sono poi perse chissà dove in mezzo alle altre piante :D

    Un saluto!

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    1. Grazie! Merito loro ovviamente!:) nulla a che vedere con il tuo splendido giardino. A presto!

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  5. ma che belle!! io queste mi sa che non ce le ho

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