Tra i rampicanti: passiflora caerulea

Nel 1610 un padre agostiniano rientrò dal Messico portando in Europa una pianta che lo aveva a dir poco affascinato. Gli indigeni la chiamavano granadilla e i frutti erano apprezzati come cibo.
La chiamò passione incarnata e in un trattato sulla Passione di Cristo spiegò la sua interpretazione di un fiore così complicato e unico al mondo: i filamenti azzurri simboleggiavano al corona di spine, i cinque stami (verdi con antere gialle) le ferite di Nostro Signore, i tre pistilli erano i chiodi, petali e sepali (10) gli apostoli rimasti fedeli, la base del pistillo era la colonna della flagellazione e i viticci le corde.
Interpretazione fantasiosa di un religioso, certo, ma nel 1753 anche Linneo si rifarà a questa interpretazione, dando a questa stupenda pianta il nome di Passiflora che in latino appunto significa fiore della passione e il cui frutto a tutt'oggi si chiama frutto della passione. Anche la famiglia a cui appartengono più di 500 specie si chiama "delle Passifloracee".




Sono piante originarie delle zone tropicali del continente americano, anche se alcune varietà si trovano pure in Asia. Sono quasi tutte rampicanti tramite viticci, il fusto è erbaceo e si lignifica più o meno velocemente a seconda della varietà. Sono quasi tutte piante molto delicate per quanto riguarda il freddo. Con alcune rare eccezioni. E di una di queste vi parlo oggi.

La passiflora caerulea infatti è l'unica specie che si è ambientata molto bene in Europa e che può vivere alle nostre latitudini senza protezioni, perché tollera temperature fino a -20°! E' quindi la più semplice da coltivare rispetto ad altre varietà che muoiono nei pressi dello zero termico e a volte vengono seriamente danneggiate anche da temperature di solo 5 gradi sopra zero.
Personalmente, ritengo che oltre alla facilità di coltivazione la caerulea sia anche i fiore più bello come colori e disposizioni dei filamenti: la base è bianca ed essi contrastano con essa per il colore azzurrino. Altre specie hanno filamenti più lunghi e arcuati, colori più forti come il viola e il rosso, ma a mio parere sono molto meno affascinanti.


I fusti sono rossicci, le foglie profondamente incise hanno 5 lobi, e i viticci si attaccano da soli a qualsiasi cosa riescano a raggiungere, siano altre piante o treillage appositamente disposti. Potete guidarne i tralci ma in genere fanno da soli, al contrario di altre specie che pur avendo rami lunghi e flessibili hanno necessità di essere legati (per esempio le rose o il plumbago).

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Oltre alla specie tipo, esistono due varietà con colori leggermente diversi: la passiflora caerulea "Constance Elliot" ha il fiore completamente bianco, mentre la x belottii "Imperatrice Eugenia" (la x nella denominazione botanica sta per ibrida, quindi è un incrocio) ha una delicata sfumatura di violetto. Io continuo a preferire la caerulea standard, comunque.

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Tenuto conto che la nostra caerulea non ha necessità di essere protetta dal freddo se non in climi molto rigidi, va anche detto che essendo specie tropicale va ovviamente coltivata in posizione assolata e riparata, non temendo affatto la siccità o il caldo. Per fiorire bene e soprattutto per fruttificare ha bisogno di tantissimo sole e di terreni leggeri. La caerulea fa frutti commestibili, ma insipidi. La specie tipo i cui frutti vengono utilizzati dall'industria alimentare è la passiflora edulis, termine che significa appunto "commestibile" in latino. Detta anche maracuja, ha fiori molto simili alla caerulea ma frutti violacei (gialli nella varietà flavicarpa) e di ottimo sapore. Ma ahimé, a cinque gradi sopra zero è già spacciata.


Frutti di passiflora caeruleaDi Sl-Ziga - Opera propria, Pubblico dominio,
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Esposizione: vuole l'esposizione più calda possibile, a sud e molta luce. Nel caso le foglie ingialliscano e non fiorisca la pianta sta dicendo: per favore, spostami al sole.

Terreno: pianta tutt'altro che esigente, vive anche in terreni poveri, ma non in quelli argillosi, perché l'apparto radicale è molto sensibile all'umidità e marcisce facilmente, la pianta deperisce in pochi giorni. Se il terreno è pesante conviene alleggerirlo con materiale inerte tipo perlite e con sabbia. In vaso si può utilizzare del buon terriccio avendo cura di alleggerirlo come sopra e curando bene lo strato di drenaggio sul fondo. Preferibile non usare il sottovaso.

Annaffiature: moderate. In piena terra si arrangia anche da sola, intervenire solo in caso di necessità. Se ha sete le foglie cadono e la base della pianta si spoglia. In vaso va seguita di più, ma tenete presente che tollera molto meglio qualche giorno di siccità che il terreno umido, specie in inverno.

Potatura: la pianta può crescere molto, solo in caso di necessità di contenimento accorciare la vegetazione di 10-20 cm.

Avversità: pianta robusta se al caldo e senza eccessi idrici, praticamente quasi indistruttibile. Se in posizione non consona, può essere attaccata da vari insetti, come cocciniglia, ragnetto rosso e afidi. Nel caso di attacco leggero eliminare a mano, altrimenti spruzzare un insetticida, ma in tal caso è meglio rivedere le condizioni di coltivazione.

Utilizzo: cresce lungo qualsiasi cosa. Copre pareti, steccati, gazebo, griglie, non disdegna i rami di altri arbusti e a casa mia nemmeno le persiane, da cui devo periodicamente allontanarla. Il fogliame nella crescita diventa molto fitto, può essere quindi usato anche per siepi e per  ombeggiare. Io ho fatto un esperimento di cui spero di vedere i risultati tra poche settimane: un treillage unico con plumbago, passiflora e gelsomini (quelli veri, non il trachelospermum). Per adesso è un groviglio di rami e foglie, attendo l'estate per vedere un trionfo di fiori bianco-azzurri. Si possono anche accostare specie diverse di passiflora con fiori di diverse sfumature (in alcuni siti on line trovate in vendita dei miscugli di rampicanti) ma informatevi bene sulla resistenza al gelo delle singole varietà o rischiate che alcune non passino l'inverno.

Costo: la specie tipo non è molto costosa, la si trova dai 12 ai 15 euro; specie più rare ovviamente costano di più. Si può anche provare a seminare, se utilizziamo i nostri frutti dobbiamo lavare via bene tutta la gelatina; in ogni caso, anche per i semi acquistati in bustina, mettere a bagno circa dodici ore prima dell'interramento. In tal caso sono necessarie maggiori cure ma il costo è irrisorio, e crescono velocemente.

Fitotossicità: pianta assolutamente innocua e anzi commestibile, viene utilizzata anche dalla farmacopea ufficiale in quanto contiene sostanze rilassanti e sedative, conosciute già durante la Prima Guerra Mondiale, dove veniva utilizzata per lenire l'angoscia dei soldati.


Link correlati:

- Un sito fatto particolarmente bene è passiflora.it, di Maurizio Vecchia, che è un coltivatore e anche ibridatore, si devono a lui alcuni ibridi particolarmente resistenti. Trovate un elenco molto dettagliato delle specie e anche un forum dove scambiare informazioni.

Commenti

  1. E'il fiore piu'bello in assoluto!
    Pero'non mi sono ancora decisa a esportarla nel mio nuovo giardino, e'troppo esuberante.

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  2. è un fiore bellissimo... ma la mia gatta ne ha inspiegabilmente paura! :)

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