Il tocco tropicale degli ibischi

Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=447669
Non è un caso che diversi paesi tropicali lo considerino fiore nazionale, iniziando dalle Hawaii, passando per la Malesia, e attraverso la Polinesia finendo con la Corea del Sud. L'ibisco è un fiore conosciuto fin dall'antichità (pare che il nome derivi dal greco, forse un riferimento al sacro ibis, l'uccello sacro degli Egizi; la tradizione dice che sia stato così battezzato da Dioscoride, medico del I secolo dopo Cristo).
Appartiene alla famiglia delle Malvacee, e in effetti assomiglia come struttura del fiore alla malva comune che troviamo spontanea alle nostre latitudini. Ci sono moltissime specie di ibisco diffuse al mondo, circa 240 per essere precisi. Alcune sono coltivate come piante da fibra per la produzione di carta (hibiscus cannabinus), altre a scopo alimentare (hibiscus esculentus produce frutti allungati commestibili che hanno una vaga rassomiglianza con le zucchine, detti okra o gombo). Forse l'utilizzo più più famoso è come tisana: il karkadè altro non è se non un infuso derivato dai calici fiorali essiccati dell'hibiscus sabdariffa.


In Italia ci sono alcune altre specie spontanee di hibiscus: il palustris, per esempio, come dice il nome, cresce lungo i corsi d'acqua, negli stagni e nelle paludi. Diffusissimo inoltre l'hibiscus syriacus, alberello molto utilizzato nell'arredo urbano per la sua resistenza alle avversità climatiche e all'inquinamento.
In questo articolo parleremo soltanto di quest'ultimo e dell'ibisco per antonomasia, quello dai fiori grandi e spesso nei toni del rosso: hibiscus rosa-sinensis.

Hibiscus rosa-sinensis By Steve - originally posted to Flickr as Red and Yellow Hibiscus, The Rose Garden, Bangkok, Thailand,
CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9512967
Dell'hibiscus rosa-sinensis (che significa rosa della Cina) esistono più di mille cultivar, in molti colori, anche se quello più tradizionale resta il rosso: ci sono varietà bianche, rosa, gialle, arancio, anche bicolori. Le foglie, persistenti, sono verde lucido, a forma di cuore, e il fiore ha forma ad imbuto, con cinque petali e un pistillo centrale lungo, sulla cui estremità si trovano cinque stimmi e intorno al quale crescono le antere con il polline. E' una pianta bellissima ma teme il freddo, già attorno ai dieci gradi comincia a soffrire, è possibile coltivarla all'aperto solo in zone molto miti, anche sulla costa perché tutti gli hibiscus sopportano benissimo il salmastro. Nelle zone di origine tende a diventare più albero che arbusto, mentre nelle nostre zone tende a restare di dimensioni contenute.

Hibiscus syriacus By Korea.net / Korean Culture and Information Service (Photographer name),
CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31712343
L'hibiscus syriacus invece è un vero e proprio albero anche in Italia. Diffusissimo nei giardini e nei parchi, in autunno perde le foglie e resiste benissimo al gelo, per cui è utilizzato in tutta la penisola. E' l'alternativa tra gli ibischi per chi si trova in zone soggette a cali di temperature invernali. I colori più diffusi sono il bianco e il rosa, ma esistono varie cultivar che si avvicinano all'azzurro. Le foglie in questa specie sono più piccole, meno evidenti, a volte dentellate o a tre lobi (trilobate). Anche il fiore, pur simile, è più piccolo, sempre con cinque petali la cui base è in genere colorata di scuro (rosso o marrone), in contrasto con i colori più chiari della corolla. Anche in esso troviamo un vistoso pistillo, giallo chiaro, che porta le antere e in cima gli organi femminili.

By Ulf Eliasson - Own work, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1387805

I petali hanno consistenza delicata; esistono varietà a fiore doppio di entrambe le specie, ma le più diffuse sono cultivars di hibiscus syriacus e alcune si chiamano, con nome davvero appropriato, Blue Chiffon, Pink Chiffon, White Chiffon... In queste varietà il pistillo è molto meno allungato e non evidente.


Photo by David J. Stang - source: David Stang. First published at ZipcodeZoo.com,
CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=61011611

Personalmente, pur amando i fiori stradoppi, in questo caso trovo molto più affascinante la bellezza semplice del fiore base. I fiori di tutte le varietà hanno durata effimera, un giorno o poco più, ma sbocciano in continuazione, specialmente nel syriacus, che può essere letteralmente coperto di fiori. Il rosa sinensis compensa una minore esuberanza fiorifera con la grandezza dei fiori e toni di colore più vivace. Per questa caratteristica, nel linguaggio dei fiori l'ibisco simboleggia la bellezza fugace.

Di RockPoetry - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41328131

Nelle note di coltivazione, troverete le indicazioni per entrambe le specie, essendo per alcuni versi (temperature e portamento) piuttosto diverse.

Esposizione: sono piante originarie delle zone temperate dell'Asia, anche se ad oggi sono diffuse in tutto il mondo. Esposizione assolutamente soleggiata. Unica attenzione, specie per Hibiscus rosa sinensis, se si acquistano piante che sono abituate all'ombra della serra, è bene esporle al sole a poco a poco, perché risentono del variare delle condizioni di luce: trasferirle piano piano dall'ombra alla mezz'ombra, poi al sole mattutino, infine al sole completo. Hibiscus syriacus può essere coltivato anche in zone fredde, essendo rustico fino a ben -20°! Il cugino freddoloso invece dovrà essere ritirato in ambiente luminoso e protetto appena le temperature scendono sui 13-10°. Il rosa sinensis può essere coltivato anche come pianta da appartamento se fornito di buonissima illuminazione.

Terreno: buon terriccio di bosco leggermente alleggerito con perlite o corteccia per h. rosa sinensis. Il syriacus si adatta a qualsiasi terreno. Prediligono in ogni caso una lieve reazione acida. Sono piante che gradiscono una buona concimazione nel periodo vegetativo: concime liquido per il primo, un concime granulare a lenta cessione in primavera per il secondo (dimezzate sempre le dosi in etichetta!).

Annaffiature: gli ibischi sono piante che amano crescere in zone umide. Per cui adorano il sole ma i piedi devono averli bagnati. Irrigazioni quotidiane in estate per il rosa sinensis; hibiscus syriacus, specie se coltivato in piena terra, tollera bene brevi periodi di siccità, se in vaso necessita di maggiori e regolari apporti.

Potatura: non strettamente necessaria se non quando l'arbusto diventa disordinato, in tal caso si accorciano i rami togliendo il secco e dando una forma armoniosa.

Avversità: temono più il secco dell'umido, ma bisogna sempre fare attenzione, specie per gli esemplari in vaso, a non affogare la pianta. Hibiscus syriacus è una pianta veramente resistente, hibiscus rosa sinensis è invece un po' più delicata e non ama gli sbalzi termici. Foglie gialle possono essere causate da correnti d'aria; pochi fiori possono significare eccesso di concimazioni oppure, se i boccioli non si aprono, poca luce. Possono essere attaccate da insetti come afidi e ragnetti rossi se l'ambiente è troppo secco. Sul mio terrazzo, l'hibiscus syriacus è diventato l'anno scorso nido di deposizione per le cimici! Ho dovuto togliere diverse volte le giovani divoratrici, con mezzi naturali (a mano, o con forti getti d'acqua). Ignoro il motivo per cui prediligessero proprio i due esemplari di hibiscus.

Utilizzo: hibiscus rosa sinensis è pianta da vaso in quasi tutta Italia, a causa della sensibilità al freddo. Può essere utilizzata solo nelle zone costiere anche in piena terra. In presenza di una buona esposizione luminosa può diventare pianta da appartamento. Hibiscus syriacus invece è molto più versatile: può essere coltivato anche in grandi vasi sui terrazzi, come arbusto da siepe, come esemplare isolato in giardino, come piccolo albero, anche nelle aiuole cittadine e nei parchi pubblici.

Costo: sono piante dal costo medio, in quanto perenni. Un ibisco rosa sinensis di piccolo taglio lo si trova anche al super in questa stagione al costo di circa 5 euro, una pianta di grandezza media in un garden costa attorno ai 7-8 euro, mentre il syriacus, pianta dal portamento più imponente, sale sopra i 10 euro per piccole pianticelle per arrivare sopra i 20 per le piante più cresciute o per varietà più rare.

Fitotossicità: sono piante per nulla pericolose, anzi, proprio come la malva i fiori sono commestibili e molto utilizzati in fitoterapia e in cosmesi. Abbiamo già detto che da una pianta della specie hibiscus si ricava il karkadè, utilizzato in molti paesi orientali al posto del tè, e che i frutti di un'altra specie (il gombo) sono consumati come ortaggi.

Link correlati:

- Un articolo interessante e con belle foto, anche di specie di ibisco più rare, lo trovate qui: http://www.informatoreagrario.it/ita/Riviste/Vitincam/10vc04/04019.pdf

- Qui trovate la consueta videolezione del maestro Carlo Pagani sull'ibisco e la sua coltivazione.







Commenti

  1. Non avevo mai fatto caso alla somiglianza con la malva! Eppure amo la malva e nel giardino di papà (la mia fonte di fiori) c'è un Hibiscus syriacus... quante cose abbiamo sotto al naso e ci sfuggono!
    Un post ricco di curiosità, bello, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Anna! Nemmeno io senza l'aiuto dei sacri testi avrei fatto il collegamento da sola, credimi!

      Elimina
  2. Accipicchia, credevo di aver gia'commentato ieri! Stagione generosa l'estate:l'ultimo ibisco a fiorirmi è quello palustre, a settembre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevi già commentato ieri Sara... Ma ho fatto confusione con la moderazione (ero sul cellulare) e credo di averlo cancellato per errore invece che pubblicarlo, quando sono tornata al pc non c'era più, irrecuperabile... Mi perdoni questo sgarbo non voluto?

      Elimina
  3. Finalmente un nome ad un fiore che vedo sempre ma non sapevo cos'era! Nel cortile dell'azienda in cui lavoro ci sono delle belle siepi e adesso finalmente hanno un nome.
    Grazie per queste bellissime schede.

    RispondiElimina

Posta un commento