Piante un po' retro': clivia miniata

By Guérin Nicolas (messages) - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4863559

Appartenente alla famiglia delle Amarillidacee, la clivia è un pianta che ricorda, un po' come le calle e l'aspidistra, lo stile liberty e le dimore di un tempo. Passate di moda con l'arrivo di nuove specie più esotiche, stanno tornando a far parlare di sé, per le foglie lunghe e nastriformi tipiche di queste specie e una fioritura abbondante, di un colore non facile da trovare tra le classiche piante d'appartamento.
I fiori infatti sono di una bella tonalità di arancio, con gola gialla.
Esiste una varietà, chiamata clivia miniata citrina, che ha fiori completamente gialli.





By Leo Michels - Own work, www.imagines-plantarum.de, CC0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17958605

E' una specie originaria del Sudafrica, scoperta nel 1815 (in realtà la prima ad essere catalogata fu la clivia nobilis, con fiori penduli meno appariscenti della miniata, che fu rinvenuta intorno al 1850) e dedicata dai botanici a Lady Charlotte Clive, duchessa di Northumberland, che fu la prima giardiniera a riuscire a  coltivarla in serra in Gran Bretagna.
In verità sarebbero piante più da esterno, da tenere in zona luminosa ma non al sole diretto, ma non tollerano molto bene il freddo, quindi alle nostre latitudini si coltivano all'aperto solo nei climi miti del Sud.

By LiquidGhoul at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2918936
Questa pianta ha un fascio maestoso di radici rizomatose, che a differenza di molte altre colleghe stanno bene in vasi non troppo ampi; pare che ciò favorisca una migliore fioritura. I fiori durano pochi giorni ma vengono prodotti continuamente durante la bella stagione.
Se si lascia lo stelo fiorale anche dopo la caduta dei petali, appariranno delle bacche rosse abbastanza decorative, leggermente tossiche, come il resto della pianta.
Visto il peso delle radici e anche delle foglie, si consiglia di utilizzare vasi di terracotta e non di plastica, o comunque vasi stabili (io per esempio la coltivo in un vaso di plastica ma a pianta rettangolare) per evitare che al minimo soffio la pianta possa capovolgersi.

By Dryas - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25465671
Note di coltivazione:

Esposizione: molto luminosa ma non al sole diretto. Ama il caldo (temperatura minima invernale 15 gradi) e odia le correnti d'aria. Al sud la si può mettere all'aperto ma in posizione riparata dai venti e ombrosa. Al Nord e al Centro la si può tenere all'aperto, sempre con la stessa esposizione ombrosa e riparata, nel periodo estivo, quando le temperature salgono stabilmente oltre i 20 gradi, per poi ritirarla in autunno. In casa ha necessità di molta luce, l'ideale è una finestra esposta a est che non venga aperta di frequente in inverno. Sconsigliati pianerottoli e luoghi di passaggio visto il suo odio per improvvise correnti fredde.

Terreno: buon terriccio di bosco misto a sabbia per il drenaggio. Come detto, hanno radici imponenti che riempiono velocemente il vaso, ma al contrario di altre specie lo stare un po' strettine favorisce fioriture più belle, quindi si rinvasano ogni due o tre anni, compensando magari con qualche concimazione in più, ogni due settimane nel periodo estivo. Al momento del rinvaso, se si sono formati dei nuovi esemplari sui lati, è possibile dividere la zolla in più parti per ricavarne nuovi esemplari.

Annaffiature: pianta che ama molto l'umidità, se è in casa, ambiente secco per eccellenza, specie in inverno, conviene mettere nel sottovaso argilla espansa, ciottoli o ghiaia e coprire di acqua, in modo che non tocchi le radici ma crei un microclima favorevole. Avendo però radici carnose, meglio evitare ristagni. Il terreno deve essere umido (non zuppo) in estate, con apporti regolari. In inverno invece va bagnata con molta moderazione, perché in genere riposa, basta non far seccare completamente il terriccio (solo esemplari in serra calda possono fiorire anche in inverno). Per pulire le foglie, basta una spugnetta umida, niente roba chimica.

Potatura: si tagliano alla base gli steli fiorali e si eliminano le foglie appassite.

Avversità: il sole diretto provoca ustioni (macchie marroni e secche sulle foglie); troppe annaffiature o troppo poche fanno ingiallire la pianta. Può essere soggetta ad attacchi di cocciniglia; controllare la pagina inferiore delle foglie, se l'infestazione è leggera rimuovere gli scudetti degli insetti con un poco di cotone e alcool, altrimenti serve un prodotto apposito.

Utilizzo: all'aperto può formare ampie bordure in zone ombrose, belle anche in inverno. Al Sud stanno benissimo in gruppo sotto gli alberi. In casa o sul terrazzo può essere coltivata come esemplare isolato da appartamento o in grandi vasche. Esistono varietà moderne, ancora poco diffuse, con foglie variegate da striature color crema.

Costo: una pianta medio-piccola si aggira sui 10-15 euro.

Fitotossicità: tutte le parti sono tossiche, diventano mortali solo se ingerite in grande quantità.

Link correlati:

- La scheda botanica della clivia dal sito amo-bulbi, molto approfondita.

- Breve video in cui ammirare da vicino i fiori di questa bella pianta, che può vivere anche 20 anni.

Commenti

  1. Io l'ho divisa quest'estate, e'una pianta che adoro.

    RispondiElimina
  2. Si, sono piante retrò e fuori moda. Io la divido e sto provando anche la semina.

    RispondiElimina

Posta un commento