Tra i rampicanti: le clematidi

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Le clematidi sono poco diffuse in Italia, mentre in Gran Bretagna sono molto amate. La clematide infatti è un fiore che andava di moda nei giardini inglesi di un tempo e i loro ibridi cominciarono ad essere creati e catalogati nel periodo vittoriano. Eppure è una piante meritevole di attenzione per la bellezza e la quantità dei fiori.
Richiede solo un poca di attenzione nel maneggiarla perché è velenosa.


La specie più diffusa in natura alle nostre latitudini è la clematis vitalba, pianta molto comune nelle nostre zone, rampicante con piccoli fiori bianchi. In alcune regioni viene usata anche in cucina (i germogli vengono cotti o essiccati in quanto calore o essiccazione inattivano il veleno). Era utilizzata anche come pianta medicinale e tutt'oggi fa parte dei fiori di Bach.

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Il nome deriva dal greco klema, che vuol dire viticcio. Son piante dal portamento lianoso, che si aggrappano a qualunque sostegno, e hanno una crescita veloce, riuscendo a coprire in poco tempo spazi relativamente grandi. Hanno un solo difetto, che può essere però ben compensato dall'uso che se ne fa. Sono infatti quasi tutte spoglianti e in inverno sono poco decorative. Le specie sempreverdi non tollerano il gelo mentre le spoglianti sono resistenti e ricacciano ogni primavera. Sono quindi piante che possono essere sfruttate nelle zone in cui è necessario ombreggiare in estate ma lasciare filtrare la luce in inverno.

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Ci sono circa 250 specie di clematidi. La clematis armandii è la sempreverde più famosa, dal notevole sviluppo. Molto vigorosa anche la clematis montana, con fiori più piccoli ma che sbocciano a profusione e formano una vera e propria cascata. Poi ci sono la clematis alpina, la viticella, le specie orientali... Insomma, l'imbarazzo della scelta.

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Photograph © Andrew Dunn, 4 May 2005
I fiori più spettacolari sono quelli delle specie ibride, dette appunto a grandi fiori, tra cui si annoverano le varietà più vistose: si va dal blu-viola al rosso vino, dal rosa scuro al bianco passando per il rosato tenue, e non mancano varietà bicolori.

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Sono piante che vengono considerate complicate; in realtà hanno bisogno solo di un clima adatto e di qualche accorgimento.

Esposizione: la clematide vuole una posizione particolare: piedi all'ombra e testa al sole. Nel senso che le radici richiedono terreno fresco e ombroso, mentre i lunghi tralci crescono a cercare il sole pieno. Non è quindi una pianta mediterranea che viva bene al caldo torrido del Sud, per cui nel Meridione cresce meglio a mezz'ombra. Nelle regioni settentrionali invece richiede pieno sole, con l'accorgimento di ombreggiare il piede con pietre, tegole, corteccia di pino; oppure, per rendere l'insieme ancora più decorativo, è possibile piantare delle piantine di piccola taglia alla base della clematide in modo che facciano ombra alle radici. Dovranno essere piantine dalle radici superficiali che non entrino in competizione con quelle del nostro rampicante, come le viole, l'alisso, primule, potentilla, hemerocallis, agerato, campanule, crisantemi nani, oxalis, saonaria, ecc.

Terreno: tollera molto bene i terreni calcarei, cresce anche in quelli lievemente acidi. L'importante è che siano freschi e umidi e non abbiano ristagni d'acqua (quindi non vegetano molto bene in terra argillosa). Richiede ampie buche di almeno 50 cm e vasi grandi dello stesso diametro. Alcuni consigliano di aggiungere poca cenere prima di procedere alla piantagione, perché pare che tenga lontano il temuto fungo delle clematidi. E' bene concimare all'impianto con concime organico tipo stallatico e ripetere la concimazione una volta l'anno, stando attenti che non tocchi direttamente il colletto della pianta e lo bruci. In vaso si può fornire durante la stagione vegetativa (aprile-ottobre) un concime liquido ricco in potassio, per piante da fiore.

Annaffiature: abbondanti in estate, mentre in inverno le spoglianti entrano in riposo e quindi bisogna ridurre l'apporto. Il terreno deve essere sempre fresco ma non zuppo. Curare molto bene il drenaggio sia che si pianti in terra sia che la si sistemi in vaso: ideale uno spesso strato di ghiaia o argilla espansa sul fondo.

Potatura: la potatura delle clematidi non sarebbe strettamente necessaria ma aiuta ad avere una fioritura migliore. Non devono però essere potate tutte allo stesso modo. Al momento dell'acquisto quindi è bene capire che tipo di pianta stiamo scegliendo per poi offrirle le cure migliori. Per semplificare di solito gli esperti dividono le clematidi in tre gruppi: il primo gruppo comprende le specie a fioritura precoce e fiori piccoli, come c. armandii, montana, alpina; fioriscono sui rami nati l'anno precedente e non richiedono potatura regolare, ma solo l'eliminazione del secco. Il secondo gruppo contiene tutti gli ibridi a fiore grande che fioriscono a primavera, richiedono una potatura leggera, quindi oltre ai rami secchi si possono accorciare anche quelli verdi fino al primo paio di foglie robuste. Il terzo gruppo infine comprende le clematidi a fioritura estiva che necessitano invece di una potatura drastica,in quanto fioriscono sui rami dell'anno; si possono lasciare un paio di gemme tagliando il ramo fino a circa 20 cm da terra.

Avversità: se ben esposte sono piante robustissime, temono solo la siccità e il caldo eccessivo, Se le foglie sono troppo all'ombra possono ammalarsi di muffe. Il vero e unico nemico delle clematidi è il "clematis wilt", o fungo delle clematidi. Difficilmente questo fungo causa la morte delle radici, ma rovina la parte aerea facendola disseccare quasi completamente. E' possibile che dopo l'inverno la pianta rispunti dal terreno sala e salva, ma non c'è cura possibile. In caso di disseccamento improvviso conviene tagliare tutti gli steli e sperare che la nostra amica clematis superi l'attacco ricacciando dal basso. Se il drenaggio non è ben realizzato, i ristagni d'acqua causeranno marciumi radicali, anche questi difficilmente curabili.

Utilizzo: molto versatili, possono essere piantate in vaso o in piena terra, come esemplari isolati da far arrrampicare su pali, pergolati, treillages, ringhiere. Si possono abbinare, se piantate a una giusta distanza, con altri rampicanti come il falso gelsomino, il glicine, o con il plumbago. Ma l'abbinamento per eccellenza è quello con le rose, rampicanti e non. .Hanno esigenze e periodo di fioritura simili, e creano un effetto spettacolare. Un utilizzo fantasioso e particolare può essere quello di farle strisciare orizzontalmente lungo fili di ferro o reti da pollaio stesi a pochi cm da terra, creando aiuole colorate. In questo modo la pianta si allungherà in orizzontale e saranno i suoi stessi tralci a fare ombra alle radici.

Costo: è una pianta di costo medio-alto, un buon esemplare parte dai 15-18 euro per arrivare a 25-30 in caso di piante già ben sviluppate o di ibridi particolari.

Fitotossicità: pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, è molto velenosa. La sostanza tossica si chiama appunto ranuncolina ed è un potente veleno per il cuore. La linfa può causare vere e proprie ustioni con vesciche sulla pelle e se ingerita può causare arresto cardiaco e morte, non solo ad animali ma anche all'uomo adulto. Maneggiare sempre coi guanti ed evitare di toccare le mucose di occhi e bocca con le mani sporche.

Link correlati:

- uno splendido sito dove trovate praticamente tutto sulle clematidi, dalle specie alla storia, agli abbinamenti con altre piante: http://digilander.libero.it/clematidi/home.htm; per chi mastica l'inglese è molto ben fatto anche clematis on the web. Sempre in inglese, il sito della Clematis International Society.

- La puntata de "Le stagioni di casa" in cui Carlo Pagani, il bravissimo maestro giardiniere, parla anche di clematidi.



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Commenti

  1. A me non piacciono molto, hanno fiori vistosi dai colori improbabili, poi d'inverno spariscono. Le ho avute nel mio giardino passato.

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  2. Io le sto provando da poco quindi devo ancora vedere che risultato danno. Però le ho viste in abbinamento ad altri rampicanti e mi sono piaciute. Ci sono anche specie dai fiori più piccoli e dai colori più tenui tipo la montana o la alpina. Per rendere bene hanno bisogno di una scenografia accurata. Io le ho messe ai lati di un glicine, e ai piedi ho piantato gigli, hemerocallis, seminato nasturzio e fiordalisi. Ho deciso di provare questo rampicante soprattutto perché il mio terrazzo esposto a nord ovest riceve sole pomeridiano in estate ma quasi nessuna insolazione in inverno; quindi i normali rampicanti amanti del sole ci vivono male in inverno e quelli più resistenti al freddo ci stanno male in estate. Ripiegare sul solito e abusato trachelospermum (qui ce l'hanno ovunque) non mi andava. Quindi in questo caso disperato cosa c'è di meglio di una pianta che se ombreggiata al piede sta bene al sole e d'inverno sparisce per poi ricacciare a primavera? Ai posteri la valutazione della mia scelta, che spero si riveli vincente.

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