L'orchidea più facile: la phalaenopsis

Le orchidee sono piante un po' complesse da coltivare, alcune richiedono una vera e propria serra riscaldata, altre si adattano all' atmosfera degli appartamenti. Alcune sono epifite  (vivono abbarbicate ai rami o alle rocce, senza che le radici aeree penetrino nel terreno) mentre altre sono terricole.
La specie di orchidea che meglio si adatta alla vita in appartamento ed è quindi di più facile coltivazione si chiama Phalaenopsis. La si trova negli appositi vasetti trasparenti anche al supermercato, di taglia un po' più piccola a di prezzo abbordabile.

La mia phalaenopsis striata in fiore per Ognissanti




Le foglie sono ovali e allungate, carnose. Dalla rosetta di foglie partono verso il basso delle radici verdi ricoperte da una pellicola grigiastra, mentre verso l'alto partono uno o più steli, verdi o rossastri, su cui nascono e crescono i boccioli.

La phalaenopsis, il cui nome in greco significa "simile a una farfalla notturna" (pare che il botanico olandese Blume, che le scoprì nelle foreste pluviali asiatiche, di notte appunto ne abbia scambiato i fiori per delle farfalle) ha un fioritura strabiliante e soprattutto duratura: i fiori possono durare anche mesi e si aprono scalarmente dal più basso sullo stelo al più alto sulla cima.

Le mie prime orchidee; ho poi imparato che devono essere coltivate nel loro vaso trasparente
 e non in vasi tradizionali


Non è difficile da coltivare quanto da far rifiorire.
Vuole tanta luce ma non il sole diretto, atmosfera umida, un po' di concime ogni 30-60 giorni.
Essendo epifita e vivendo nel suo ambiente naturale aggrappata ai rami degli alberi, non vuole assolutamente terra o terriccio. Se la acquistate la troverete con le radici ancorate in un miscuglio di corteccia.
Le radici sono verdi non a caso: fanno anch'esse fotosintesi come le foglie. Questo piccolo particolare rende possibile salvare una pianta senza più foglie continuando ad esporre alla luce e a inumidire le radici, come viceversa può capitare che una pianta con radici morte possa farne spuntare di nuove avendo adeguata cura delle foglie rimaste.
Questo è anche il motivo per cui il vasetto in cui la pianta è venduta è di plastica trasparente: mai cambiarlo o foderarlo, perché la pianta vive di luce anche attraverso le radici.

Varie piante di phalaenopsis nei toni del rosa


Quando gli steli sono sfioriti, in genere disseccano spontaneamente: è bene allora tagliare lo stelo alla base solo se è tutto completamente secco, altrimenti potare lasciando stare la parte verde: possono da lì nascere ancora fiori oppure addirittura una nuova piantina, detta "keiki": una rosetta di piccole foglioline che metterà nel giro di qualche mese anche le radici e potrà volendo essere trasferita in un altro vasetto.

Fiori di phalaenopsis tra le foglie ricadenti del pothos


Dopo la fioritura la pianta riposerà qualche settimana, potrà rimanere ferma o mettere su nuove foglie; è bene diminuire un poco le concimazioni. Per stimolare dopo il periodo di riposo l'emissione di nuovi getti fiorali, alla pianta serve un piccolo "stress termico": uno sbalzo di temperatura verso il basso pare che sia utile in questo senso.
Lo si può ottenere spostando la pianta in un locale molto luminoso ma fresco (l'ideale è portare la temperatura da 20-22 gradi a 16-18, non meno perché altrimenti si raffredda eccessivamente).
Personalmente, ho deciso semplicemente di lasciare i miei esemplari dove sono, e di approfittare dell'inevitabile sbalzo termico autunnale tra settembre e novembre, quando la temperatura diminuisce e aumenta l'umidità, finché non accendo i termosifoni. In questo modo le mie phalaenopsis fioriscono quasi sempre nel periodo invernale (anche se quest'anno una mi ha regalato due splendidi tralci fioriti anche nella tarda primavera).

Prima della scheda dettagliata di coltivazione, due suggerimenti: evitate le piantine microscopiche che trovate in vendita sotto le feste, sono piantine forzate e imbottite di concime e quindi molto più facili ad ammalarsi e morire una volta portate a casa.
Inoltre, potreste trovare delle phalaenopsis blu in vendita. Bellissime ma... artificiali. Le nostre amiche infatti si tingono di molti colori, dal bianco puro con sfumature verdastre al viola acceso, passando per il giallo e per il rosa in varie combinazioni di macchie, striature e contrasti (petali chiari, parte centrale scura o viceversa). Ma non esiste il blu. Sono piante colorate artificialmente che quindi, una volta sfiorite, nel caso tornassero a sbocciare inevitabilmente mostrerebbero colori diversi.
A mio parere è una violenza che si fa alla pianta e non acquisto tale genere di prodotti.




Esposizione: come moltissime piante da appartamento, vuole molta luce ma non sole diretto. Ideale una finestra esposta a nord o a est, avendo cura di schermare con una tenda nei mesi estivi nel caso arrivino i raggi solari. L'orchidea deve stare particolarmente vicina ai vetri in modo che prenda moltissima luce. Non deve avere fonti di calore vicino e possibilmente vanno evitate finestre che nei mesi freddi vengono aperte spesso. Nei mesi caldi invece è salutare aerare bene i locali.

Terreno: non serve terra, bensì corteccia. Ci sono substrati appositi in vendita nei garden center, altrimenti va benissimo una comune corteccia di pino (viene venduta in sacchi perché è usata per pacciamare le aiuole). Rinvasare solo quando la pianta non riesce a entrare più nel vasetto. Utilizzare sempre corteccia e vaso trasparente di dimensioni adeguate. Se uscissero fuori delle radici, nessun problema. Lasciatele stare. Sono radici aeree e non avranno alcuno danno.

Annaffiature: ama molto l'umidità, ma non deve affogare. La cosa migliore è bagnare ogni 7-10 giorni ma per immersione, lasciando il vasetto a bagno per un paio di minuti e facendo sgocciolare. Nei mesi caldi e se d'inverno il clima diventa secco a causa del riscaldamento, può essere utile nebulizzare le foglie. Sono piante che vivono di acqua piovana: meglio perciò utilizzare acqua bollita o in bottiglia se quella del rubinetto è pesante, calcarea o ricca di sali.

Potatura: è necessario solo asportare gli steli quando seccano e le foglie ingiallite. Se il ramo che ha portato i fiori dissecca parzialmente, è possibile tagliare fino al verde invece che reciderlo dal basso: spesso dalla porzione di ramo viva nascono nuovi fiori o i keiki, germogli che possono dare origine a nuove piantine.

Avversità: Non sono piante attaccate da insetti. Se l'ambiente è quello giusto, sono robustissime e praticamente indistruttibili. I nemici ambientali invece sono gli eccessi. Poca umidità causa il raggrinzimento del fogliame e la breve durata dei fiori; troppa acqua causa il marciume delle radici; le correnti fredde portano alla caduta dei boccioli. E' quindi fondamentale trovare una posizione adatta e spostarle il meno possibile. Un trucco da giardinieri è quello di tenere più piante vicine tra loro perché con le loro traspirazioni creano un microclima benefico l'una per l'altra. Questo vale non solo per le orchidee ma per quasi tutte le piante da appartamento.

Utilizzo: è pianta da interno, sta bene in esemplare isolato in posizione di spicco, come sono bellissime collezioni di numerosi esemplari a formare una sorta di "orchidario".

Costo: se consideriamo che le orchidee costano molto, diciamo che è la più economica. Al supermercato, specie sotto le feste natalizie, è possibile trovare degli esemplari con un solo stelo fiorito a circa 7-8 euro. Essendo pianta non ingombrante, il costo varia in base al numero di steli fioriti. Possiamo arrivare ai 15-20 euro con due steli, a 30 o anche più con tre steli, e così via.

Fitotossicità:Le orchidee non sono commestibili ma nemmeno tossiche. Non recano alcun danno agli animali domestici "masticatori di verde".

Link correlati:

- scheda di coltivazione base e scheda di coltivazione avanzata dal sito Orchids.it

- il forum di Orchidando, per appassionati di orchidee. Trovate molte informazioni su questa specie e molte sue cugine, e se avete dubbi c'è una apposita sezione per principianti.

- Un ottimo video di Giardini d'autore sul rinvaso e la cura delle orchidee, con alcuni suggerimenti per la "cura del freddo" (anche se personalmente consiglierei temperature un pochino più alte per delle phalaenopsis).

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