Plumbago Bleu Fonce

Viene chiamato plumbago capensis o plumbago auricolata; in italiano plumbaggine o piombaggine, nome comune gelsomino azzurro.

E' una pianta sarmentosa, cioè con lunghi tralci che possono ricadere o spingersi in alto, se adeguatamente sostenuti. Non un vero e proprio rampicante, quindi, ma con il giusto supporto può dare soddisfazione anche in verticale.
Lasciato a se stesso crea una siepe disordinata e verde, costellata da numerosi e continui gruppi di fiori azzurri.
La specie tipo tende all'azzurro chiaro, mentre la varietà che ho acquistato io, la "Bleu Fonce", ha fiori di un azzurro più intenso.
E' un colore stupendo, non facilmente riscontrabile nelle comuni piante da fiore, un anticipo di cielo.






Questa pianta, che adoro, è originaria del Sud America.
Ama il caldo e teme il gelo.
La si può coltivare perciò in piena terra solo dove gli inverni sono miti, altrimenti richiede protezione con un telo di tessuto non tessuto in caso di gelate lievi; al nord conviene ritirarla in ambiente chiuso.

Esposizione: pieno sole. All'ombra e mezz'ombra cresce pallida, rachitica e non fiorisce. E' una pianta che cresco molto, può arrivare senza fatica alcuna ai 2 metri. Non tollera assolutamente il gelo. Pe restare attiva necessità di almeno 7-10 gradi.

Terreno: si adatta bene a qualsiasi terreno, personalmente uso comune terriccio universale, alleggerito con materiale drenante (sassolini, palline di argilla espansa).

Annaffiature: in estate va fornita acqua in modo abbastanza costante, pena l'abbassamento delle foglie (segnale inequivocabile di carenza d'acqua). In piena terra resiste bene anche alle estati siccitose, in vaso occorrono apporti costanti. D'inverno, specie dove c'è rischio di gelo, è bene diminuire progressivamente la quantità e la frequenza, per evitare di lasciare inzuppate le radici e favorire quindi marciumi o danni da freddo, soprattutto se coltivato in contenitore. Comunque è una pianta robusta che si adatta bene e in caso di stress (a meno che non duri settimane) si riprende benissimo.

Potatura: fiorisce sui rami dell'anno, quindi se la zona non è proprio calda e si temono temperature sotto lo zero è possibile potarla a circa 30 cm, a primavera rispunterà con nuovi rami pronti a fiorire all'incirca a partire da giugno e continuando ininterrottamente fino ai primi freddi (se in zona molto mite può fiorire tutto l'anno e di conseguenza va fatta solo una lieve potatura di riordino in base alla forma in cui viene allevato). Eliminare i fiori appassiti favorisce lo spuntare di nuovi rametti fioriti.

Avversità: a parte il gelo, nessuna rilevata. Robustissima, sul mio terrazzo non ha mai visto un parassita. Le piante giovani sono più sensibili agli sbalzi di temperatura e vanno protette accuratamente.

Utilizzo: in giardino crea grossi cuscini punteggiati di azzurro. Oppure può essere legata e fatta salire. Se adeguatamente potata per contenerne la vigoria, può crescere anche in grossi vasi appesi come pianta ricadente. Io l'ho messa in un vaso medio grande, appoggiata a un treillage dove si arrampica anche una passiflora caerulea, creando un angolo sui toni dell'azzurro nel lato più soleggiato del terrazzo.

Costo: acquistata on line, una pianta già ben sviluppata costa dagli 8 ai 12 euro. Si trova però da diversi anni anche nei supermercati, in taglia più piccola e costo ridotto.

Curiosità: esiste una varietà ("Alba") a fiori bianchi. Se cercate bene in siti specializzati in piante tropicali, potrete osservare anche il Plumbago indica, che ha fiori identici ma di color rosa intenso, quasi rossastro. Però è molto poco diffuso e meno rustico; inoltre, mentre l'"Alba" lo si trova allo stesso prezzo, questa varietà per adesso rara alle nostre latitudini costa sui 20 euro.

Fitotossicità: il plumbago è una pianta innocua, non dannosa per gli animali.


Link correlati:

- la scheda di coltivazione di Elicriso.it

- un bell'articolo tratto dalla rivista Gardenia (autrice Samanta Gaiara) riportato dal sito Tra fiori e piante.it

- la puntata di "Stagioni di casa" con il maestro giardiniere Carlo Pagani in cui si parla anche di Plumbago.





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